venerdì 18 novembre 2016

Recensione Non aspettare la notte di Valentina D'urbano

Hello Readers!
Oggi recensione dell'ultimo libro di Valentina D'Urbano, una storia d'amore che parla di incontri, di fragilità, sofferenze e di seconde occasioni.


"Non ti innamori delle cose perfette, senza segni. Le cose perfette sono di tutti. Ti innamori delle zone d'ombra, delle crepe, delle storture che vedi e senti dentro, che ti appartengono. Ti innamori di chi è riuscito a sopravvivere."


Giugno 1994. Roma sta per affrontare un'altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent'anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell'animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l'incidente d'auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché Tommaso ha una malattia degenerativa agli occhi e sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...



La mia opinione

Non avevo mai letto niente della D'urbano prima d'ora. 
Avevo sentito parlare molto bene dei suoi libri, in particolare di "ll rumore dei tuoi passi"che ormai da tempo mi aspettava in wishlist...così quando è uscito il suo nuovo libro, ho pensato che fosse l'occasione giusta per conoscere questa autrice.
Avevo molte aspettative, lo ammetto, e purtroppo devo dire che Non aspettare la notte mi ha un po' deluso.
La parte iniziale mi è piaciuta, effettivamente l'autrice scrive molto bene, ma non ho trovato altro che una storia d'amore e questo mi ha un po' rattristata perché mi aspettavo una visione più completa sull'ambiente familiare e sociale.
L'ambientazione degli anni '90 poteva essere un grande punto di forza se sfruttata meglio, non solo per i giri su un motorino scassato e le improvvisate sotto casa degli amici.
Angelica viene da una famiglia borghese di Roma, Tommaso da una famiglia di operai di Borgo Gallico, eppure il loro sfondo culturale e familiare passa inosservato, se non fosse per pochi particolari, sembrerebbe una storia ambientata ai giorni nostri.
Le tante figure del Borgo, sono molto stereotipate, persino i familiari di Tommaso, sono a malapena presenti, stessa cosa per le figure importanti per Angelica, il padre avvocato, l'amica-figura materna Giulia...tutti personaggi che avrebbero potuto essere qualcosa di più, ma non vanno oltre queste definizioni.
Tutto ruota intorno a Tommaso e Angelica..e forse per questo, quando dopo la metà del libro, la loro storia incontra delle difficoltà, che ho iniziato ad avere problemi a continuare la lettura.
Perché se deve essere una storia normale d'amore, l'ennesima storia in cui due persone che soffrono si incontrano, si amano, sperano di guarirsi e poi arriva il classico fraintendimento che li separa..che senso ha? che senso ha, sia che a fine storia ogni cosa torni al loro posto o che ognuno vada per la sua strada, se quello che mi ha lasciato questa storia è solo il senso di quanto possano essere fragili le relazioni?
Ho abbandonato questo libro per diversi giorni prima di riprenderlo...leggo soprattutto alla sera e non volevo rovinarmi il sonno in caso il finale fosse stato una delusione come lasciava presupporre l'ultima parte della storia...
Fortunatamente, sul finale si è redento, ma non abbastanza...una storia d'amore drammatica carina, ma perlopiù banale e non incisiva.
Mi è piaciuto moltissimo lo stile della D'Urbano, le parole di grande forza emotiva e sicuramente leggerò Il rumore dei tuoi passi, sperando di trovare quello che non ho trovato in questo libro.
Purtroppo, Non aspettare la notte, per me è stato un romanzo carino, ma che mi ha lasciato un po' di amaro e che non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo.


«Perché continui a toccarti la faccia?» le domandò.«È l’abitudine.»«Posso toccarti anch'io?»Tommaso allungò un braccio, le sfiorò appena una guancia. Angelica si tirò indietro di scatto, rischiando di perdere l’equilibrio sulla sedia.«No che non puoi toccarmi. Mi hai già visto in foto, accontentati.»«Certo che sei strana, eh?»«Io sono strana? E tu allora, che te ne vai in giro a scattare foto alla gente?»La sua risata forte, allegra, riempì la stanza.«Va bene, dai. Facciamo che siamo strani tutti e due.»


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