giovedì 2 febbraio 2017

Recensione Carve the mark di Veronica Roth


Hello Readers!
Oggi recensione di un libro che in tanti stavamo aspettando, Carve the Mark, il nuovo romanzo di Veronica Roth, già conosciuta come autrice della saga Divergent.
La serie Divergent in generale mi era piaciuta tantissimo, anche se il terzo libro l'avevo trovato un po' meno riuscito, e no la motivazione non era il finale, nel caso ve lo stiate chiedendo. 
Mi sono approcciata a questo libro senza troppe aspettative...quando si vede un calando nel momento in cui un autrice raggiunge la notorietà, si teme che i nuovi libri non siano all'altezza del nome raggiunto...per fortuna sono rimasta  soddisfatta della lettura.

In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro. 


CYRA è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. AKOS è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l'unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi.
Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro. 






Carve the Mark è il primo volume di una duologia Young Adult Sci-fi
La storia è ambientata in un universo sconosciuto, in un mondo attraversato da una forza vitale chiamata corrente e in cui ogni persona possiede un donocorrente, ossia un potere che si sviluppa solitamente durante l'adolescenza.
Tutti possiedono un donocorrente, ma non tutti possiedono un fato, sono solo pochissime persone ad essere dei "predestinati"; queste persone,  in tutti i possibili futuri visti da tutti gli oracoli di tutti i mondi, non possono evitare il compiersi del loro destino. ( che solitamente non è positivo...)
Carve the Mark parla di come non possiamo opporci al destino, e di come tuttavia, non possiamo fare altro che che continuare a tentare di farlo..in questo mi ha ricordato molto la mitologia greca...l'eroe a cui viene predetto un futuro infausto e che nonostante ogni suo sforzo di redenzione non ha scampo a quella futura colpa...tutte le scelte conducono a quella non-scelta. Decisamente tragico, e per questo bellissimo.
Ma non dimentichiamo l'amore..sì perché naturalmente in questa storia c'è anche una love story tra i due protagonisti Akos e Cyra, due predestinati, ci dovrà pur essere una gioia no? Beh non proprio dato che i due ragazzi appartengono a popoli rivali, in guerra tra loro..
L'universo di Carve the Mark
Entrambi i personaggi sono a mio parere caratterizzati da un conflitto.
Akos vuole salvare suo fratello, ma non vuole adempiere al proprio destino.
Ho avuto la sensazione che un giorno si troverà a dover scegliere tra il fratello e il suo popolo e che qualsiasi sia la sua scelta si ritroverà ad essere un traditore, proprio ciò che lui teme di più.
 Il conflitto di Cyra sta invece nel dolore: dare dolore o provare dolore.
Per tutta la vita Cyra ha vissuto nel dolore e inconsciamente non può fare a meno di pensare di meritarselo e che anche gli altri se lo meritino.
Cyra potrebbe liberarsi del dolore...se solo riuscisse a cambiare se stessa! e qui sta una bellissima sfida, è possibile il cambiamento?
I personaggi principali sono caratterizzati degnamente, purtroppo non è così per i personaggi secondari, a cui spero verrà dato maggior risalto nel secondo volume.
La storia è raccontata tramite due narratori interni, il punto di vista di Cyra e quello di Akos, una scelta narrativa che non ho apprezzato particolarmente  genera delle carenze: se da una parte riusciamo a conoscere bene Akos e Cyra, dall'altra, molti personaggi finiscono per rimanere in ombra proprio per questo motivo...Dal momento che la storia racconta la vita di diversi personaggi che si intrecciano tra loro ( non dimentichiamo che ci sono ben sette predestinati!) e che ci sono tanti elementi del mondo fisico, sociale e politico che non possono essere approfonditi dalla voce di ragazzi così giovani, sarebbe stato meglio un narratore esterno.
Oltretutto, la scelta dei due Pov è un po' banale. Spero che nel secondo volume entrino  a narrare il loro punto di vista anche altri personaggi, come Ryzek, Eijeh e Isae.. sarebbe bello  imparare a conoscerli e magari anche ad amarli...proprio perchè sono tutti predestinati e che si trovano su fronti contrapposti, con destini contrapposti, sarebbe interessante, vedere emergere più sfaccettature nella storia, invece che rimanere ancorati ai due innamorati.
Per me è veramente intrigante quando,  leggendo un romanzo con più punti di vista, non si sa da che parte stare e spero che la Roth usi questa incredibile opportunità nel secondo volume.
Purtroppo per adesso non sono state sfruttate fino in fondo tutte le opportunità che la storia offriva, ma rimane comunque un bel romanzo...vedremo se rimarrà solo una bella storia, o una storia magnifica...
Incrociamo le dita...forza Veronica!! ( e ti prego questa volta non essere sadica...)

«Lo riporterò a casa» promise Akos, spostandogli un po’ la testa perché lo guardasse. «Lo farò.» Akos non era presente quando la vita abbandonò il corpo di suo padre. Era in mezzo all’erbapiuma, nelle mani dei suoi nemici.



6 commenti:

  1. Uhm, non sono molto convinta ad essere onesta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. chissà, magari leggerlo senza troppe aspettative è la soluzione!

      Elimina
  2. Non sono molto convinta nemmeno io, anche si mi incuriosisce il dono di Cyra. Ci penso.
    un saluto da Lea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lea, sicuramente il personaggio di Cyra e il suo dono sono un tassello importante nella storia

      Elimina
  3. Ciao! Io invece ho alte aspettative, e purtroppo è più facile prendersi una fregatura :-( . E' lì e aspetta solo di essere letto, vedremo :-)
    Ho divorato e adorato Divergent

    RispondiElimina