domenica 26 marzo 2017

Book Pride: Tre giorni di libri in una Milano affascinante e bellissima

Cari lettori, 
In questi giorni ho vissuto una serie di avventure a Milano e voglio raccontarvele...
Ho approfittato di qualche giorno di ferie per visitare questa bellissima città, ma soprattutto per respirare aria di libri.

Che cos'è il BookPride:
Il Book Pride è la fiera dell'editoria indipendente, quest'anno era la terza edizione e si è svolta al Mudec a Milano.




Purtroppo non posso mostravi foto a causa della prima (dis)avventura che mi è capitata poco dopo essere arrivata, ossia la morte improvvisa del mio supertecnologico cellulare, che mi faceva anche da fotocamera, navigatore e orologio-sveglia.
Per chi come me, ha seri problemi di orientamento, in una città che non si conosce e senza poter chiamare qualcuno, può essere un piccolo problema..
Stranamente non mi sono fatta prendere dal panico e con 25 euro di spesa mi sono presa un'economica cartina di Milano (che incredibilmente sono riuscita a decifrare) e un'economicissimo Brondi che mi hanno salvato il weekend.
E così sono riuscita comunque ad arrivare al Mudec e godermi questa bellissima fiera dell'editoria indipendente!

Ho partecipato a diversi incontri tra venerdì e sabato, ognuno durava circa un'ora, tutti molto veloci e leggeri, purtroppo, forse a causa della breve durata, alcuni oratori non sono riusciti a trasmettermi quanto mi sarei aspettata, in particolare l'incontro sullo stato di salute della lettura degli italiani e dell'editoria indipendente non mi ha detto niente di nuovo.
Più che un semplice snocciolare statistiche che chiunque avesse letto i dati Istat degli ultimi anni conosceva già, avrei preferito qualcosa di più...

In compenso l'incontro sul libro Mash di Hooker è stato molto interessante e divertente, grazie ai due oratori.
In particolare, ho trovato il modo di parlare di Marco Rossari così coinvolgente, da decidere impulsivamente di andare anche alla presentazione del suo libro "Bob Dylan. Il fantasma dell'elettricità", dando così buca a Recami e al suo Commedia nera n.1, che era alla stessa ora. ( Sorry Recami)
Marco Rossari è un oratore bravissimo, non è così scontato che uno scrittore sappia comunicare così bene con il pubblico, ma lui  fa venire voglia di precipitarsi a comprare tutti i suoi libri.
Raramente mi interessano gli incontri con gli autori, perché raramente li trovo interessanti quanto i libri che scrivono ( forse sono un pochino misantropa). 
E invece mi sono ritrovata a comprare un libro che probabilmente non avrei letto altrimenti (non sono una dylaniana), a leggerlo sul treno di ritorno a casa, finendo poi per stalkerare il sito dell'autore alla ricerca degli altri libri scritti ( ho già messo Le cento vite di Nemesio in wishlist).

Credo sia merito del suo senso dell'umorismo e del fatto che ti fa sentire quello che scrive a livello
viscerale.
Quando lo scrittore leggeva gli estratti del libro, mi faceva ridere, ma allo stesso tempo sentivo anch'io di amare Bob Dylan ed è strano perché pur suonando il violino fin da bambina, non ho una grande cultura musicale. 
Eppure quella gioia, quel divertimento, quel Vivere, li sentivo.
Sicuramente è stato l'incontro che più mi ha emozionato...e pensare che non era neanche previsto che ci andassi, è stata una decisione dell'ultimo minuto.
Che ridere! Marco Rossari è riuscito a catturare e mantenere l'attenzione del pubblico, nonostante gli ululati provenienti dall'aula accanto ( uno sciamano parlava del suo libro...e lo faceva " cantando" inni, o forse stava scuoiando un gatto ancora non l'ho capito), lo scrittore con ironia ha trasformato un momento che poteva essere di fastidio, in un momento divertente rimanendo sul pezzo.
Carinissimi gli stand dei vari editori indipendenti, molti dei quali li conoscevo e apprezzavo già, (Minimum fax, Verbavolant, Edizioni E/O, Fazi editore, SurMarcos Y Marcos e tanti altri) alcuni mi erano invece totalmente sconosciuti, probabilmente perché specializzati in argomenti che non mi interessano.
Anche qui, vorrei aver potuto fare delle foto, purtroppo il Brondi non era adatto a tal compito...
Unica nota dolente erano gli stand delle  associazioni umanitarie che ti agganciavano in uno stile testimone di geova/commesso di Footlooker...peccato che nella fretta di scappare, non ho visto il banchetto dell'Iperborea..sigh.


Per motivi di orario ( molti incontri si sovrapponevano) e a altre tempistiche mie, non sono riuscita a vedere alcuni incontri che mi sarebbero tanto interessati, in particolare l'incontro con Wu Ming 2 e Alberto Rollo e l'incontro sulle novità di Minimum Fax....
Ho trovato Milano una città bellissima e spero di tornare presto, anche per finire di visitare la città ( naturalmente, nelle due mezze giornate dedicate ai giri turistici ha piovuto, mentre il sabato passato quasi interamente dentro al Mudec, c'era il sole...)

Ci sono tanti editori indipendenti i cui libri sono prodotti bellissimi e curatissimi, purtroppo non posso nominarli tutti, ma vi lascio il link  che vi rimanda alla pagina di coloro che hanno partecipato alla fiera, dove potrete trovare anche i loro siti. 


2 commenti:

  1. Deve essere stata proprio una bella esperienza!!
    E, oddio, avere il cellulare rotto in una città che non si conosce è proprio una sfiga D: ci sono passata!!

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    1. Uh sì è stato un viaggio bellissimo e non vedo l'ora di tornarci...

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