sabato 11 marzo 2017

In libreria! le novità più interessanti delle ultime settimane...

Hello Readers!
Piccola novità gestionale: per dare più spazio ad articoli sul mondo dell'editoria e a post "particolari" che riguardano i libri, ma anche la società, ridurrò la frequenza della rubrica "In libreria", che diventerà mensile e non verterà più sulle prossime uscite, ma sulle uscite più importanti già in libreria.
Lo scopo di questo cambiamento è una migliore organizzazione del blog e dei suoi contenuti...da una parte avrò più tempo da dedicare ai tanti articoli che per la loro struttura richiedono un certo impegno e concentrazione, dall'altra potrò selezionare, (sulla base della mia soggettiva opinione personale) le migliori uscite da tenere presente ed evitare una lista infinita di novità settimanali che confondono e da cui spesso mancano proprio quei libri particolari e bellissimi "dimenticati" o che passano inosservati nella "quantità".


A mio parere questi sono i libri  più interessanti che sono usciti nell'ultimo mese o poco più...



La felicità è una storia semplice,  Lorenza Gentile - Einaudi
Spesso è nelle cose semplici che scopriamo il senso del nostro stare al mondo. Una commedia stralunata, dove un quarantenne fallito e la sua nonne ottuagenaria si lasciano travolgere dalla confusione della vita. E imparano a perdonare, soprattutto sé stessi. Vito Baiocchi è al verde, ha perso il lavoro, non ha una fidanzata e vive da solo con un'iguana di nome Calipso. Eppure il peggio deve ancora venire: la sua dispotica nonna ha bisogno di lui. Nemmeno con la corda al collo, ormai deciso a farla finita, Vito Baiocchi riesce a sottrarsi all'autorità della terribile nonna. Come sente il cellulare che squilla, si sfila il cappio e risponde. La vecchia pretende di essere accompagnata fino in Sicilia, il luogo dove è nata e che ha dovuto abbandonare molti anni prima. Lui non sa dire di no e parte con lei per un viaggio interminabile. Tra incontri buffi e situazioni tragicomiche, i due si confessano insospettabili segreti, mentre niente va come dovrebbe. Ma quando tutto sembra perduto, Baiocchi capisce che deve prendere in mano la propria vita e sforzarsi di credere nella felicità.

Lettera d'amore allo yeti,  Enrico Macioni - Mondadori
Macioci riesce, con straordinaria efficacia, a tratteggiare i passaggi più oscuri dell'animo umano e al tempo stesso a raccontare con delicatezza il rapporto tenero ed esclusivo tra un padre e un figlio. «"No, Nic. Non l'ha presa lo yeti." "Peccato" commentò. Non mi toccava più la schiena con le mani e per un secondo temetti che fosse scomparso. Invece soggiunse: "Peccato che non l'ha presa lo yeti, papà. Almeno potevo chiedergliela indietro."» Come si fa a sopravvivere quando la tua giovane moglie ti è morta accanto, una notte, andandosene in un istante e lasciandoti solo con un figlio di nemmeno sei anni? Riccardo non lo sa come si fa, ma in qualche modo ci sta riuscendo. Sono passati otto mesi da quando Lisa non c'è più, e padre e figlio si sono trasferiti per l'estate in una casa al mare, acquistata poco tempo prima della scomparsa di Lisa. Nicola è un bambino sveglio e sensibile, e ha una grande passione per lo yeti: è il suo argomento di discussione preferito, ne è affascinato e un po' lo teme. Riccardo è tormentato da un sogno ricorrente, le sue notti sono agitate e gettano ombre sulla quiete del comprensorio in cui abitano. Che significano le ambigue considerazioni della signora Lepidi, un'anziana untuosa che pare al corrente di pericolose verità sull'identità di un comune vicino di casa, Teodoro Inverno, un uomo massiccio e solitario con cui Nicola si ferma per ore a chiacchierare, inspiegabilmente calamitato? Le giornate scorrono, nei ritmi quotidiani della villeggiatura. Nicola ogni pomeriggio partecipa alle attività organizzate da una giovane animatrice dell'hotel vicino. Riccardo lo sorveglia dai tavolini del Long John Silver, un bar sulla spiaggia gestito da Walter, col quale ha in comune una passione per Stevenson e per i discorsi filosofici. Intanto conosce Ismaela, una cameriera affascinante, che sembra nascondere un segreto. La speranza di una ritrovata normalità carezza la mente di Riccardo, ma la tenebra torna ad assediare la sua vita e quella di suo figlio. L'animatrice cui Nicola si era affezionato scompare all'improvviso. Ogni ricerca si rivela inutile e Riccardo scopre che in quello stesso punto sono già sparite quattro persone negli ultimi anni... Chi è l'individuo che appare in certi scatti fotografici e le cui mani hanno qualcosa di mostruoso? E perché ogni volta che passa accanto a un chiosco abbandonato a forma di limone Riccardo viene assalito da un brivido? Con un libro sorprendente per originalità e qualità della scrittura, Macioci si conferma uno degli autori più interessanti della sua generazione. Lettera d'amore allo yeti è un romanzo che sfugge alle classificazioni, un testo senza tempo, sospeso tra E.T.A. Hoffmann e Stephen King, spaventoso e lirico, capace di inquietare e sedurre con le sue atmosfere.



La chitarra blu, John Banville- Guanda
Oliver Otway Orme è un pittore di una certa fama, con un segreto che lo accompagna fin dall’infanzia: ha una mania della quale non riesce a vergognarsi, quella di rubare piccoli oggetti. Quasi a sfidare la sorte, che finora gli ha sempre evitato di essere scoperto, questa volta ha commesso un furto che potrebbe minare l’equilibrio della sua vita. Ha infatti «rubato» una donna non sua, la moglie di quello che era, forse, il suo migliore amico, che ignaro si rivolge a lui in cerca di conforto. Temendo di essere smascherato, Oliver fugge da tutto, non solo dall’amante, una donna in fondo scialba per cui nutre un sentimento ambiguo, ma soprattutto dalla moglie, la bella e algida Gloria. Spera in realtà che sia lei a ritrovarlo e a liberarlo da un esilio autoimposto, superando la distanza che un grande dolore ha creato tra loro. Segregato nella sua casa natale, dove tutto lo riporta all’infanzia, Oliver è costretto a confrontarsi con domande che lo angosciano, con la verità e la menzogna dei suoi legami più profondi, e con i demoni della vocazione artistica che sembra averlo abbandonato.



Quella cosa intorno al collo, Chimamanda Ngozi Adichie-  Einaudi
Chimamanda Ngozi Adichie illumina senza sentimentalismi ma con matura compassione intime e crude verità di due mondi a lei ben noti, la Nigeria e gli Stati Uniti. In questi racconti Chimamanda Ngozi Adichie delinea lucidamente e senza reticenze patriottiche gli aspetti più problematici della società nigeriana, attraversata da scontri religiosi, omicidi politici, corruzione, brutalità nelle carceri e maschilismo. Tra senso di smarrimento e più concreti problemi di soldi e di documenti, risulta però altrettanto chiaro che neppure l'emigrazione assicura una vita felice, nello specifico in quell'America che, seppure tanto vagheggiata, vista da vicino è ben diversa dal paradiso di ordinate villette unifamiliari dipinto in certi film. Gli affetti, i sapori e le usanze di casa continuano infatti a tormentare le protagoniste dei racconti di Adichie, che siano arrivate negli Stati Uniti quasi per caso, sposando un uomo ricco che poi le ha parcheggiate nell'agio di una terra straniera con figli e domestica, oppure dopo aver atteso per anni il ricongiungimento con il compagno. A dare il titolo alla raccolta è la storia di Akunna, una ragazza che vince la Green Card e che, dopo essersi scontrata con la dura filosofia del «dare per avere», ha quello che nell'opinione di molti sarebbe un incredibile colpo di fortuna. Ma liberarsi di «quella cosa intorno al collo», un soffocante senso di solitudine e non appartenenza, è tutt'altra cosa. Particolarmente toccanti sono i racconti "L'ambasciata americana" e "Domani è troppo lontano". Nel primo la protagonista, che all'improvviso si è ritrovata in un incubo, attende in fila sotto un sole cocente l'apertura dei cancelli dell'ambasciata americana, dove si appresta a fare domanda di asilo politico. Insensibile alla folla, riesce a pensare solo al figlio e alla macchia, rossa come olio di palma fresco, che ha visto allargarsi sul suo petto. Nel secondo, invece, sullo sfondo di un afoso e lussureggiante giardino pieno di ricordi, una ragazza è costretta dalla morte della nonna a rivivere la tragica sera dell'infanzia in cui ha perso l'amato fratello maggiore.



Una gabbia di stelle, Robin Roe- Piemme
La paura di parlare. La paura di provare. La paura di volere. La paura di sognare. Di pensare alle persone che hai perso, e la paura di perderne altre. Sono queste le cose che ti tengono in trappola. Adam è all'ultimo anno di liceo, è carino, gentile e circondato da amici. Quando gli viene chiesto di fare da tutor a un ragazzino problematico del primo anno si rende subito disponibile, ma scoprire che il ragazzino è Julian, il "fratellino" che era stato dato in affido alla sua famiglia e che non vedeva da cinque anni, lo rende ancora più felice. All'inizio Julian sembra lo stesso: semplice, pulito e amante delle storie. Ma più tempo passano insieme, più Adam capisce che Julian sta nascondendo qualcosa... Adam è determinato ad aiutarlo, ma il suo coinvolgimento potrebbe costare la vita di entrambi.



Il paese dei ciliegi, Dorte Hansen- Salani
È più forte chi vuole essere indipendente o chi sa chiedere aiuto? Nella primavera del 1945 a casa di Ida Eckhoff si presentano Hildegard von Kamcke e la piccola Vera, in fuga dalla Prussia orientale. Madre e figlia per il momento devono accontentarsi della stanza della servitù, ma Hildegard è ambiziosa, e prosegue il suo viaggio alla volta di Amburgo, lasciando la figlia nella fattoria. Vera finisce con l’ereditare la grande casa fredda, ma sembra non riuscire a possederla mai davvero. Fino a quando, diversi anni dopo, si presentano di nuovo alla porta due profughi: Anne, nipote di Vera, e suo figlio. Anne, una musicista, non sopporta più l’esistenza che conduce nella pretenziosa Amburgo e ha lasciato un marito che la tradiva. Le due donne hanno in comune più di quanto immaginano: entrambe non si sentono a proprio agio da nessuna parte ed entrambe lottano contro un passato che le ha indurite. Eppure, nella grande casa all’ombra del tiglio, troveranno qualcosa che non avevano mai cercato. Da un'autrice definita 'la Elena Ferrante tedesca' per le caratteristiche e l’entità del suo successo in patria e all'estero, ma anche per le sue straordinarie protagoniste femminili, un romanzo dallo stile asciutto e ricco di poesia, capace di descrivere con straordinaria efficacia il rapporto madre-figlia. Un debutto originale, a volte ironico e a volte commovente, che scava a fondo nell'animo umano, mettendone a nudo i bisogni più veri e inconfessabili.



L'ottico di Lampedusa, Emma-Jane Kirby- Salani
Questo romanzo non è solo il racconto intenso e indimenticabile del risveglio di una coscienza, ma anche una testimonianza toccante che riesce a evitare la retorica e l’invettiva riportando il problema dei migranti, senza banalizzarlo, alle sue dimensioni umanitarie. Carmine di mestiere fa l’ottico, ha cinquant’anni e vive sull’isola di Lampedusa. Ha scelto di vivere nella meravigliosa isola incastonata nel Mediterraneo per la sua pace, per il mare bellissimo, blu cobalto, in cui nuotano i delfini. Carmine potrebbe essere ognuno di noi: ha la sua vita, si preoccupa del futuro dei figli ormai grandi, si tiene in forma facendo jogging, ha un’attività ormai avviata, degli amici, insomma una vita tranquilla e solida nella calma di questa terra tra la Sicilia e l’Africa. Sì, certo, anche qui qualcosa è cambiato, i turisti, i resti dei barconi abbandonati, i sacchetti di plastica che svolazzano, quei gruppetti di africani che vede camminare stancamente sulle strade dell’isola, autobus che ormai quasi ogni giorno escono dal porto stipati di migranti appena sbarcati, e poi tv e giornali traboccano di notizie di annegamenti e naufragi. Meglio non pensarci. Ma quel 3 ottobre del 2013 Carmine esce in barca con i suoi amici, a pescare e godersi il mare d’autunno, e all’improvviso si ritrova calato in quella realtà sino ad allora così lontana. In otto, con un solo salvagente recuperano quarantasette naufraghi, e la loro vita e quella dei salvati non sarà mai più la stessa. Tutti gli altri sono morti. Questo romanzo non è solo il racconto intenso e indimenticabile del risveglio di una coscienza, ma anche una testimonianza toccante che riesce a evitare la retorica e l’invettiva riportando il problema dei migranti, senza banalizzarlo, alle sue dimensioni umanitarie, e che chiarisce la situazione di una crisi tuttora in corso, culminata in una del­le più imponenti migrazioni di massa della storia dell’umanità.


La città interiore, Mauro Covacich-La nave di Teseo
Un "romanzo di formazione" tra le pieghe della città di Trieste, dalla memoria del padre nel 1945 a un attentato del 1972. È il 4 aprile 1945. Quel bambino sta trasportando una sedia tra le macerie della città liberata dai nazifascisti ed è diretto al comando alleato, dove lo attende suo padre - dal cognome vagamente sospetto, Covacich - sottoposto i un interrogatorio. E quella sedia potrebbe scagionarlo. Sempre Trieste, 5 agosto 1972. I terroristi di Settembre Vero hanno fatto saltare due cisterne di petrolio. Un bambino, Vlauro Covacich, tra le gambe di suo padre (il bambino che trascinava la sedia ventisette anni prima nella Trieste liberata), contemplando le colonne di fumo dalle alture carsiche sopra la città, chiede: "Papà, sento in guera?" Mauro Covacich torna nella sua Trieste, con un libro dal ritmo incalzante, avventuroso romanzo della propria formazione, scritto con la precisione chirurgica di un analista di guerra e animato dalla curiosità di un reporter. "La città interiore" è la cartografia del cuore di uno scrittore inguaribilmente triestino; è il compiuto labirinto di una città, di un uomo, della Storia, che il lettore percorre con lo stesso senso di inquieta meraviglia che accompagnava quel bambino del 1945 e quello del 1972; un labirinto di deviazioni e ritorni inaspettati, da cui si esce con il desiderio di rientrarci.



Se hai sofferto puoi capire, Giovanni F.-Chiarelettere
Spiazzante, ironica, sincera, una storia vera che commuove, diverte e fa riflettere. “Sì, ora ve lo dico, ma promettetemi che andrete avanti a leggere. Non fate scherzi. L’ho saputo da poco pure io, me l’ha detto mia mamma, perché è capitato, ma com’è andata lo leggerete più avanti. Dopo ha voluto parlarmi la psicologa e anche la dottoressa che mi conosce da quando sono nato (è parecchio seria la dottoressa ma anche parecchio simpatica e gentile). Mi chiamo Giovanni ho dodici anni (quasi tredici) e sono nato con l’Hiv. Non lo sa nessuno, a scuola, alla polisportiva, all’oratorio, ma ho un gruppo di amici che lo sanno eccome e mi hanno istruito come in una piccola confraternita (sì, Star Wars l’ho visto tutto). Poi c’è mia mamma (mi vergogno un po’ a dirlo ma sono sincero: amo mia mamma! wow, l’ho detto), mio papà che gli voglio bene anche se è impossibile batterlo a Fifa con la PlayStation (accidenti!), mia zia supercreativa e un po’ scombinata (adesso si offende, lo so!) che mi porta a teatro e allo yoga della risata. Ho un desiderio e mi hanno detto che questo libro potrebbe aiutarmi a realizzarlo: vorrei parlare della mia malattia perché il silenzio mi fa sentire un po’ solo (e a me la solitudine proprio non piace) e perché può aiutare anche chi non ce l’ha a non prendersela (questo me l’ha detto la dottoressa, eh). Allora buona lettura” Giovanni.



Al momento sto leggendo L'ottico di lampedusa e Una gabbia di stelle, per ora entrambi consigliati.
Se hai sofferto puoi capire sarà una delle prossime letture.

Per oggi è tutto, sto preparando alcune sorprese per voi che scoprirete nei prossimi giorni.. mi sto alzando la mattina un'ora prima per organizzare tutto e voi sapete quanto ami dormire!!!



4 commenti:

  1. Io invece sono curiosa di leggere L'universo nei tuoi occhi e Passenger *_*

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    1. Uh sì, anch'io...non vedo l'ora di averli tra le mani! Quando c'è stato il festival Mare di Libri, mi è dispiaciuto tantissimo non poterci andare per incontrare Jennifer Niven..una volta che c'era un evento letterario vicino casa!!

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  2. Sono molto incuriosita dal libro di Lorenza Gentile.
    Un saluto da Lea

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    1. Idem, mi da l'idea di una storia ironica, ma profonda..

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