martedì 28 marzo 2017

Prosopagnosia: da L'universo nei tuoi occhi a L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, una Nonrecensione...

Hello readers!
Oggi una Nonrecensione un po' particolare: vi racconto le mie impressioni sull'ultimo libro di Jennifer Niven, in cui uno dei protagonisti è affetto da Prosopagnosia, una malattia neurologica molto rara e molto particolare, 


Dall’autrice bestseller di Raccontami di un giorno perfetto, vincitrice del premio Mare di Libri 2016, un nuovo e potente romanzo sull’accettazione e sul riscatto, sulla malattia e sul bullismo.

Jack ha 16 anni, si è esercitato per anni nell’impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per farsi accettare dai suoi compagni. Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, un gioco che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due tipi più diversi di loro. Eppure... più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.





Ho letto il libro di Jennifer Niven pochi giorni fa, mentre la lettura di Oliver Sacks risale a diversi anni fa... forse sette o otto, eppure mi è venuto naturale collegare l'una all'altro, non solo perché entrambi i libri parlano di una particolare malattia neurologica dovuta a una lesione encefalica.

Due libri diversi, forse per due pubblici diversi, o forse no... a me sono piaciuti entrambi.
Jennifer Niven, nel libro L'universo nei tuoi occhi, racconta una storia ( o anche due) molto delicata, emozionante, unisce problematiche diverse che riguardano il mondo dei ragazzi; la ricerca di sé stessi, l'accettazione degli altri e il bullismo, con tematiche più importanti come il superamento di un lutto e la malattia.
In tutto questo, l'autrice riesce a raccontare una storia divertente, leggera e coinvolgente.
Adoro i Young Adult, o almeno li adoravo..negli ultimi anni hanno iniziato a deludermi molto.
Probabilmente in parte è dovuto al fatto che ormai mi sto avvicinando ai trent'anni e sono decisamente fuori target, ma credo anche che sia perché, come al solito, quando parte una moda, qualsiasi fenomeno positivo, come lo era per me la nascita degli Young Adult, diventa una ricerca sterile di denaro da parte delle aziende.
E  in questo case le case editrici sono solo aziende che ricercano solo un guadagno ( il che ci sta, ma fino ad un certo punto).
Per me gli Young Adult sono romanzi dedicati ad un pubblico di ragazzi e giovani adulti, che trattano temi che interessano quel target, la ricerca dell'identità, la complessità di entrare nel mondo degli "adulti", la scoperta della sessualità e delle prime relazioni...e tutto questo deve essere fatto con qualità.
Purtroppo, ci sono sempre meno YA che vogliono "dare" qualcosa ai lettori e non solo prendere loro soldi.
Per fortuna il romanzo della Niven lascia il segno.

Da una parte c'è la storia di Libby, ragazza che porta su di sè un grosso peso.
Pochi anni prima delle vicende narrate, Libby è stata raffigurata dalla stampa americana, come la ragazzina più grassa d'america e anche se ormai è riuscita a perdere moltissimi chili, non è un peso piuma.
Ma non sono i chili in più il peso che porta..Libby ha perso improvvisamente la madre e chiudersi in casa ad abbuffarsi è stato il modo in cui ha affrontato la situazione.
Nel caso di Libby siamo di fronte ad un lutto non elaborato e con la paura della morte.
Noi non conosciamo la Libby del Prima, la Libby di cui leggiamo e amiamo, non è più la ragazza più grassa d'america, non è una ragazza che non riesce ad avere il controllo della propria vita..la Niven ci presenta Libby nel Dopo, quando è riuscita a togliersi i pesi della propria storia, quando finalmente torna a scuola e affronta la vita con coraggio.
Ma  anche se lei non è più la ragazza più grassa d'america, non è detto che i suoi coetanei lo capiscano. 
E' facile amare Libby, è imperfetta e coraggiosa.

Dall'altra parte della storia, c'è Jack, il ragazzo popolare, quello che sembra avere una vita perfetta...ma...Jack nasconde a tutti un grande segreto: soffre di Prosopagnosia, ossia l'incapacità di riconoscere i volti delle persone.
Anche se dal punto di vista visivo non ha problemi, quando guarda le persone in realtà non le vede, non può: la parte del suo cervello in cui risiede il riconoscimento è danneggiata( non a caso, il protagonista, Jack ricorda di essere caduto dal tetto da bambino e di aver battuto la testa).
Jack riesce a cavarsela nella vita di tutti i giorni ricavando l'identità delle persone da indizi sul comportamento, o da un particolare che li può identificare, la corporatura, la voce, una capigliatura particolare...ma a volte capitano delle gaffe.
La paura di non essere accettato porta Jack a fare una sciocchezza: un atto di bullismo nei confronti di Libby. E' qui la loro storia si incrocia e si interseca in modo inaspettato.
Devo dire che la malattia di Jack è uno degli elementi che mi ha portato a leggere la storia, forse perché i disturbi neurologici mi hanno sempre appassionato fin dai tempi dell'università ( ancora ricordo la gioia, quando al corso di psicobiologia studiammo il caso di un uomo che aveva cambiato completamente personalità dopo una lesione dovuta ad un incidente sul lavoro: gli si era ficcato un palo nel cervello...trovo entusiasmanti strane cose lo so...)
Credo però che la Niven avrebbe potuto spiegare meglio la prosopagnosia Jack ai profani, anche senza utilizzare termini troppo tecnici, credo che un pubblico giovane possa tranquillamente capire la spiegazione di un disturbo neurologico... e che anzi, sia molto interessante.
E per questo consiglio a chi interessato a conoscere meglio questa sindrome neurologica  di leggere Oliver Sacks! L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello è il primo dei suoi libri che ho letto ed è una raccolta di racconti-casi clinici, narrati con grande ironia e semplicità ed è piacevolissimo da leggere anche per chi non abbia nozioni di medicina o psicologia.
Indubbiamente Sacks era un grandissimo narratore, a metà tra un clinico e un drammaturgo.
Un altro suo bellissimo libro è Risvegli, di cui è stato realizzato un bellissimo film interpretato da Robin Williams e Robert de Niro, ma questa è un altra storia e un altro disturbo (encefalite letargica)

In conclusione, il libro della Niven merita, una lettura leggera ma coinvolgente. che racconta il mondo degli adolescenti con sensibilità e profondità.

2 commenti:

  1. Ciao, ho letto il libro in un giorno e mi ha molto coinvolta. Libby è un personaggio straordinario. Solo una cosa mi ha lasciata più che perplessa: come è possibile che Jack riesca a nascondere a tutti, compresi i familiari, il suo disturbo? Questo ha inficiato il valore del libro. Non amo i libri che raccontano storie vere, preferisco di gran lunga i romanzi, ma chiedo che le storie siano almeno verosimili...
    Sono troppo severa? Tu cosa ne pensi?
    un saluto da Lea

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    1. In effetti il fatto che nessuno dei suoi familiari se ne fosse accorto, è sembrato anche a me a dir poco surreale, soprattutto perché la sua era una forma grave...non è possibile che nessuno avesse mai fatto una diagnosi o almeno sospettato che ci fosse qualcosa che non andava...sono d'accordo che sia una mancanza.

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